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giovedì 13 giugno 2013

LINEA INDICI - possibile pullback su FTSE MIB

Stamattina il FTSE MIB ha aperto in debolezza con un gap down sotto il livello 16000. Non è un novità, dato che sul nostro indice le aperture in gap sono molto frequenti, tuttavia l'apertura riveste un significato particolare, perché si imposta su un livello molto significativo sul grafico giornaliero.




Si vede chiaramente che l'apertura al ribasso di oggi (che ha saltato a piedi pari il livello 16000) si posiziona esattamente sul 61,8% di ritracciamento di Fibonacci calcolato rispetto al lungo vettore rialzista che ha accompagnato il rally del nostro indice dai primi di Aprile (minimo 14745 del 5 aprile) fino alla metà di Maggio (massimo 17600 del 22 maggio).

Questo è un punto molto importante, poiché il 61 di Fibonacci rappresenta ultima seria barriera prima dell'inversione di trend: se non reagisce qui, vuol dire che questo ribasso non è una correzione del rally rialzista ma l'indice ha davvero cambiato direzione, e quindi il prossimo target sono i minimi di Aprile.

Proprio da questo livello quindi possiamo aspettarci una reazione decisa di rialzo, che si rimangi in tutto o in parte il ribasso di queste settimane, andando a ricoprire almeno l'area azzurra compresa tra il 61 e il 50 di Fibonacci. Le prossime giornate saranno decisive.


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giovedì 7 marzo 2013

PORTAFOGLIO INDICI - Analisi sul FTSE MIB

Analizziamo i movimento del nostro indice FTSE MIB nei giorni immediatamente successivi alle elezioni.

Lunedì scorso, nel giorno in cui si sono chiuse le urne, l'indice  ha mostrato un fortissimo sbalzo di volatilità:
-alle 15 esatte, alla chiusura delle urne, appena sono usciti gli instant poll che inizialmente davano per certa una vittoria di Bersani e quindi delineavano una situazione di stabilità, i mercati hanno reagito con euforia spingendo l'indice al rialzo, fino a toccare un massimo vicinissimo a 17000 punti (per l'esattezza, 16895)
-pochi minuti dopo, quando sono usciti gli exit poll, che invece mostravano una situazione di sostanziale pareggio con prospettive di instabilità nel breve termine (se non addirittura di ingovernabilità), a quel punto i mercati si sono spaventati, sono tornate le nubi dell'incertezza e l'indice ha fatto un tuffo al ribasso fino a chiudere la giornata intorno a 16100 punti.
-il giorno successivo, quando ormai i dati dello spoglio erano pressoché definitivi e l'instabilità era una certezza, l'indice ha aperto addirittura in gap down intorno a 15700 punti e si è diretto rapidamente a segnare un minimo di periodo a 15300 (per l'esattezza 15295 punti)..




Se tracciamo i ritracciamenti di Fibonacci tra gli estremi di questo range, cioè tra il massimo di lunedì 25 a 16895 e il minimo di martedì 26 a 15295, scopriamo una serie di livelli interessanti. Infatti nei due giorni successivi il nostro indice ha tentato una risalita, spinto dal generale risk-on sui mercati azionari e dai buon dati macro usciti in settimana, ma non è riuscito a spingersi oltre il 38%, che ha testato per ben due volte senza superarlo.

Solo nella giornata di ieri, mercoledì 6, è riuscito a raggiungere un altro livello fondamentale di resistenza secondo il metodo Fibonacci, ovvero il 50%, ma lì nuovamente è rimbalzato al ribasso (freccia rossa).

La situazione attuale quindi è piuttosto compromessa. Per prima cosa, abbiamo un gap down rimasto aperto da oltre una settimana, sia rispetto al close di lunedì25 sia rispetto al minimo della settimana precedente. Oltre a questo, abbiamo la resistenza dei livelli di Fibonacci, che sono già stati testati ripetutamente e hanno resistito alla pressione dei compratori. La view generale è che, se non si riesce a chiudere il gap o a superare il 50% di Fibo entro la fine della settimana, questa situazione di debolezza diverrà sempre più grave e potrebbe spingere il nostro indice sotto i minimi, andando a rompere anche il pavimento dei 15000 punti.

venerdì 22 febbraio 2013

SPREAD TRADING - Aggiornamento relazioni fra coppie di indici

Per chi si chiedesse che fine hanno fatto gli spread tra indici, stanno lentamente ritornando alla normalità.

GERMANIA/ITALIA
Il rario tra il DAX eil MIB ha ripreso forza, e dai minimi di 0,44 di inizio anno sta risalendo fino a 0,48, più o meno il valore che aveva a maggio del 2012. Le mie posizioni aperte in estate stanno andando in pareggio, nel frattempo ho pagato un po' di rollover avendo subito tre scadenze di futures.




EUROSTOXX/SPAGNA
Anche il ratio tra l'indice EuroStoxx50 e quello spagnolo Ibex30 sta lentamente rientrando nella normalità, però è ancora ingabbiato in una fase di lateralità. Appena superiamo area 0,34-0,35 possiamo dire che i rapporti di forza sono tornati quelli del 2012.



Preparatevi, perché appena usciamo da questa palude mi rimetto a spreadare come un disperato :-)

Ciao
F



mercoledì 5 dicembre 2012

PORTAFOGLIO SPREAD - operazione intraday Germania/Italia

Il ratio è il semplice rapporto tra il valore di due indici (o due azioni o qualsiasi altro asset) ed è uno strumento utilissimo per impostare operazioni di spread trading. Nel caso della coppia Germania/Italia, utilizziamo il ratio GER30/ITA40 calcolato sui cfd che replicano il valore rispettivamente dell'indice DAX30 e dell'indice MIB40. Vediamo l'applicazione con un esempio pratico, mostrato ieri durante il webinar sullo spread trading ospitato da ForexPros.

Ieri mattina, in preparazione al webinar, ho aperto un'operazione in spread sulla coppia GER30/ITA40 alle 9:12, subito dopo l'apertura di Piazza Affari. A quell'ora, il ratio valeva 0,463 e i due cfd quotavano rispettivamente 16137 e 7474 punti.

Per rispettare la prima regola dello spread trading, ho aperto due posizioni long e short di eguale controvalore monetario: 1 lotto long di GER30 del controvalore di 186.850€ (1 contratto * 7474,5 punti * 25€/punto) a fronte di 2,3 lotti short di ITA40 per un controvalore di 185.576€ (2,3 contratti * 16.137 punti  5€/punto).

Ho chiuso l'operazione in serata alle 20:29, molto dopo la chiusura degli scambi di borsa, quando entrambi i cfd erano ormai in fase laterale senza particolari movimenti direzionali. A quell'ora i due strumenti quotavano rispettivamente 16055 e 7485 punti e il ratio valeva 0,466.

L'operazione si è chiusa positivamente, con un profitto complessivo di 1223,20€, come si vede dal riepilogo qui sotto:


Per una circostanza particolarmente favorevole, entrambe le gambe long e short erano in profitto, ma solitamente una delle due si chiude in perdita. Infatti, quando abbiamo controllato l'operazione dal vivo nel corso del webinar verso le 16:30, lo gamba long GER30 era in perdita, ma il profitto complessivo era comunque positivo. Anzi, manco a farlo apposta, nel momento del collegamento durante il webinar l'operazione era proprio al punto di massimo profitto intraday, ma questo non potevamo saperlo.

Osserviamo ora l'andamento dell'operazione sul grafico del ratio a 15 minuti, che descrive bene l'andamento del rapporto di forza relativa tra i due cfd nel corso della giornata.



Come si vede bene dal grafico, l'operazione si è aperta in una fase in cui il ratio era ancora in ribasso, quindi non certo sui minimi di giornata, e nelle prime due ore di scambi si è portata in negativo perché il ratio stava ancora scendendo. Intorno alle 11 è tornata a breakeven e poi ha beneficiato di una rapida crescita del ratio fino al livello di 0,466 al momento della chiusura.

Quello che mi preme sottolineare è che tra l'apertura e la chiusura della posizione il ratio è cresciuto dello 0,64% (da 0,463 a 0,466). Ebbene, come abbiamo visto durante il webinar, il controvalore economico del portafoglio si muove esattamente della stessa percentuale del ratio. Infatti, il profitto di 1.223€ non è altro che lo 0,64% del controvalore di 185.000€ che abbiamo impegnato su ogni gamba dello spread.

Ecco perché il ratio è un ottimo strumento sia per gestire lo spread trading.
-prima di entrare in posizione: usiamo il ratio per valutare quanto possa oscillare a nostro sfavore, cioè l'estensione media o massima dei ribassi del grafico
-dopo l'ingresso in posizione, usiamo il ratio per seguire l'andamento del portafoglio e decidere il livello di profitto % dove chiudere l'operazione in profitto.

Ciao a tutti
F


venerdì 9 novembre 2012

PORTAFOGLIO INDICI - una combinazione vincente tra spread trading e trading direzionale

Il movimento dell'azionario oggi mi ha dato una grossa opportunità di fare un'operazione di ribilanciamento del mio portafoglio spread, che era ingessato da parecchi mesi. Come vi ho già scritto in precedenza, avevo due operazioni rimaste aperte da questa estate (SPMIB/DAX e IBEX/STOXX); questi spread si sono insabbiati perché la correlazione che vedeva prevalere DAX e STXX su SPMIB e IBEX (in termini relativi) si è ribaltata. Dalla fine di agosto, questo portafoglio è congelato in hedging perfetto, cioè con il medesimo controvalore long e short, e non si muove dal suo saldo (ahimè, negativo). Solo nelle ultime settimane, la ripresa dei naturali rapporti di forza relativa ha portato il saldo a migliorare progressivamente, poco per volta, giorno dopo giorno.


Quando SPMIB e IBEX hanno toccato i minimi, ho chiuso le due gambe short, che erano già ampiamente in profitto. Così facendo mi sono rimaste aperte le gambe long , che sono ancora in rosso, ma il profitto capitalizzato mi permette di alleggerire il saldo. Quando il mercato toccherà nuovi massimi e darà il via ad un movimento ribassista, quello sarà il momento di chiudere le gambe long, che saranno passate in profitto, e lasciar correre le gambe short.

Per essere più precisi, vi mostro sul grafico le due gambe short e i livelli di ingresso iniziale, risalenti a settembre 2012, la chiusura stamattina sui minimi in profitto e i nuovi ingressi accumulati nel pomeriggio.

ITALY40

Ho chiuso lo short SPMIB (Italy40) vicino ai minimi daily a 14990 (size:4 mini) con un profit di 500 punti ho inserito 4 ingressi short a 15000-15100, 15200, 15300. Di questi, 3 sono già stati eseguiti, mentre l'ultimo è ancora pending.

SPAIN35

Per quanto riguarda IBEX (Spain35), ho chiuso la gamba short (4 mini contratti ) con 200 punti di profitto a 7528 e ho inserito 4 ordini di ingresso short a 7550-7600-7650-7700, dei quali i primi 3 sono già stati eseguiti.

OPERAZIONI INTRADAY
Durante la giornata di oggi, dopo la chiusura degli short su SPMIB e IBEX, ho seguito il movimento rialzista con tre operazioni parallele decisamente direzionali, che hanno migliorato il saldo sul conto:
-short Bund,
-long SPMIB,
-long EURUSD

Può sembrare un controsenso eseguire un long SPMIB all'interno di un portafoglio in cui SPMIB è la gamba short di uno spread SPMIB/DAX, ma come ho già detto oggi era una giornata direzionale e ho seguito questo trend. Alla fine del movimento, però, io voglio comunque ritrovarmi in una posizione di hedging, perchè questo è l'equilibrio che protegge il mio prtafoglio diurante le fasi di lateralità. Per questa ragione, dopo aver chiuso le due gambe short ho distribuito ordini pendenti di ingresso short sia su SPMIB e IBEX, a prezzi via via crescenti. In questo modo, sostituisco le gambe short con altri ingressi a prezzi aggiornati, ma intanto ho capitalizzato il profitto delle due chiusure.

CONCLUSIONI
Siccome non considero lo spread trading come il dogma dell'immobilità, ma come una condizione di protezione del portafoglio, niente mi impedisce di approfittare di temporanei e forti movimenti direzionali, per seguire il trend e macinare profitti (o ridurre l'esposizione) mantenendo la protezione. Anzi, la combinazione delle due strategie mi permette, se applicata in maniera intelligente, di ottenere il massimo della protezione nei momenti di lateralità e il massimo del risultato nei momenti di direzionalità.

Quando si sviluppa una giornata di forte movimento in trend come oggi, posso assumere un approccio direzionale, all'interno di un portafoglio che altrimenti gestisco in maniera del tutto neutrale rispetto al mercato.

Nelle prossime settimane, confido di chiudere definitivamente queste due operazioni in spread di lungo periodo, e ricominciare con un'operatività di breve periodo.

A presto
Fabrizio

INDICI - azionari su, obbligazionari giù

Per effetto della correlazione inversa tra mercato azionario e obbligazionario, la ripresa odierna degli indici europei e americani si accompagna con uno storno dell'obbligazionario, in particolar modo il Bund.

C'è da dire che da lassù, a quei prezzi folli, il Bund ha spazio per ritracciare a volontà pur rimanendo sempre un paradosso di ipercomprato. Ma come può continuare a salire il prezzo di un decennale che rende meno dell'inflazione? Sono i paradossi di questa crisi del debito, in cui il mercato è disposto a pagare al debitore Germania pur di riottenere dopo 10 anni il capitale prestato, senza nessun interesse reale ma anzi svalutato rispetto al suo potere di acquisto.


Intanto io mi tengo un modesto ingresso short sul cfd del Bund, combinato con il long su ITA40, STOXX50 e GER30. Su tutti e 4 quesit ingressi ho già spostato lo stop in profitto. (tutti i grafici sono su timeframe M15).

BUND short


GERMANY30
long


ITALY40 long



EUROSTOXX50 long



Ciao
Fabrizio


CALENDARIO ECONOMICO